C’è un momento preciso in cui la scrittura finisce e comincia qualcos’altro — un vuoto che nessuno ti ha descritto in anticipo. Hai messo l’ultimo punto. Hai riletto la parola “fine”, forse l’hai anche scritta.
E poi, invece del sollievo che immaginavi – che comunque provi ma che forse dura poco – prende forma un interrogativo molto più scomodo della pagina bianca: adesso cosa faccio?
Non è una domanda ingenua.
È il punto in cui il lavoro di scrittore finisce e comincia una fase completamente diversa, per cui nessuno ti ha preparato, perché nessun corso di scrittura la insegna davvero.
Il primo errore: affidarsi alla persona sbagliata
Il manoscritto genera un’urgenza che, spesso, spinge verso scorciatoie.
C’è chi lo manda subito a editori e agenzie con la speranza che il mercato faccia da filtro. A questo proposito è bene ricordare che, prima di inviare il proprio manoscritto a una casa editrice, sarebbe buona norma controllare i cataloghi proposti dalla casa editrice in questione, altrimenti l’invio perde utilità ancora prima che il testo venga considerato, anzi, quasi sicuramente sarà scartato dopo aver letto la sinossi.
C’è chi cerca un correttore di bozze, pensando che il problema sia solo ortografico o lessicale, ma purtroppo, questo rappresenta solo la punta dell’iceberg.
C’è chi si rivolge a un copywriter, confondendo la scrittura narrativa con un testo pensato per catturare l’attenzione. Attenzione: è corretto catturare l’attenzione del lettore, ma non con gli strumenti della scrittura persuasiva.
Sono tutte figure professionali serie, ma non è ancora il loro momento. In questa fase, testo finito, prima di qualunque decisione editoriale la figura corretta alla quale rivolgersi è l’Editor.
Un Editor professionista legge un romanzo per intero, ne valuta la tenuta strutturale, linguistica e narrativa, e ti restituisce un quadro onesto di dove sei arrivato davvero, cosa serve sviluppare – se è questo il caso – o dove serve togliere per guadagnare più forza narrativa o profondità di ragionamento.
Il passo più immediato: la Scheda di valutazione
Prima di un intervento di editing vero e proprio – che richiede tempo, un rapporto di fiducia costruito, un impegno reciproco tra professionista e autore – esiste un primo strumento, pensato apposta per chi ha bisogno di un riscontro prima di decidere quanto e come investire sul proprio testo.
La Scheda di valutazione nasce per rispondere a domande molto concrete:
- il testo è comprensibile rispetto a ciò che volevi raccontare?
- Può interessare?
- A quale pubblico si rivolge?
- L’argomento è trattato in modo esaustivo?
- La scrittura regge dal punto di vista linguistico?
- Il testo richiede interventi migliorativi, di che portata?
Dopo la lettura del manoscritto, il documento che ricevi contiene indicazioni specifiche su:
— valutazione generale dell’opera;
— forma, ortografia, punteggiatura, sintassi, grammatica, lessico;
— linguaggio e sviluppo narrativo;
— incongruenze e aspetti specifici, dove presenti;
— note extra, se necessarie.
Non è un voto. Non è un giudizio fine a sé stesso sul lavoro svolto.
È una fotografia onesta dello stato del testo: i punti deboli su cui intervenire e le potenzialità già presenti.
Questo lavoro precede un preventivo personalizzato per i passi successivi, così che tu possa decidere con dati reali in mano, basati sul tuo personale lavoro. Non a intuito o secondo un listino prestabilito pret-a-porter.
Una cosa che è giusto sapere
Lo dico con la stessa chiarezza con cui lo dico a chi mi scrive: la Scheda di valutazione è un lavoro serio: richiede una lettura integrale e attenta del manoscritto, non una scorsa veloce, a salto nel testo.
Personalmente propongo di farla a chi la richiede esplicitamente, perché vuole un’idea strutturata del proprio testo prima di scegliere come procedere.
Il mio obiettivo, quando lavoro con un autore, resta l’editing, poiché è lì che un manoscritto si trasforma davvero.
Per questo, se dopo la Scheda deciderai di proseguire con un percorso di editing, il costo della valutazione viene detratto dal preventivo finale.
Non è una promozione, è una forma di coerenza: la Scheda è un primo passo verso lo stesso obiettivo, non un servizio a sé che si somma al resto.
Se hai finito di scrivere e non sai bene da che parte cominciare a guardare il tuo testo con occhi diversi dai tuoi, ora dovresti aver compreso i passi successivi.
Hai finito di scrivere. Il testo, però, non è ancora finito.
È qui che comincia il lavoro dell’Editor: leggere il tuo manoscritto per intero, capire dove regge e dove cede, e trasformarlo insieme a te — senza stravolgere la tua voce, ma dandole la forma più forte che può avere.
Non un listino prestabilito, non un intervento standard: un percorso costruito sul tuo testo e su quello che vuoi davvero raccontare.
Se senti che è arrivato il momento di guardare il tuo manoscritto con occhi diversi dai tuoi, questo è il passo successivo.
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