Ci sono testi che sembrano completi.
Hanno una struttura, un lessico curato, una sequenza logica.
Eppure, leggendo, si avverte una sensazione precisa: qualcosa non tiene.
Non è un errore grammaticale.
Non è una questione di stile.
È l’assenza di un centro.
Accade spesso nei testi di viaggio, ma non solo.
Accade anche
in articoli professionali,
in progetti narrativi,
in manoscritti che hanno richiesto tempo e dedizione.
Il centro di un testo non coincide con l’argomento.
E nemmeno con la meta descritta.
Il centro è il punto in cui l’esperienza ha cambiato direzione.
Nel viaggio, è il momento in cui ciò che stavamo cercando – forse anche il motivo per cui siamo partiti – lascia spazio a ciò che abbiamo incontrato.
Nella scrittura, è il passaggio in cui l’idea iniziale viene messa in discussione da ciò che emerge durante il percorso, la riflessione, l’esame dell’esperienza vissuta.
Quando questo passaggio non viene riconosciuto, il testo resta corretto, ma vuoto.
Funziona, ma non parla davvero.
Trovare il centro non significa aggiungere.
Spesso significa togliere:
sequenze ridondanti,
spiegazioni superflue,
tentativi di controllo che coprono il nucleo reale separandolo dall’esperienza.
Si tratta di una sequenza di passaggi che si susseguono in ogni processo di trasformazione.
Nel lavoro, quando smettiamo di imitare modelli esterni e iniziamo a riconoscere il nostro personale modo di trasmettere competenza.
Nella consulenza, quando un’idea grezza trova finalmente una forma che le appartiene, nella quale possiamo ritrovarci.
Anche in questi casi siamo di fronte a un viaggio.
Dall’accumulo di idee alla scelta.
Dalla quantità di informazioni alla direzione.
Un testo trova il suo centro quando chi lo scrive accetta di fermarsi abbastanza a lungo e chiedersi:
da dove è partito davvero questo viaggio?
Ma la domanda più importate è:
dove ha smesso di essere quello che immaginavo?
È in quel momento che prendiamo consapevolezza di ciò che ci ha condotto nel punto da dove ora possiamo ripartire.
Solo allora le parole smettono di sostenere una struttura e iniziano a reggere un senso.
Se sei interessata/o a questo argomento e ti sei rivista/o nelle mie parole allora contattami, oppure scopri di più su chi sono e cosa faccio.





